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Domenica, 10 Settembre 2017 21:02

MXGP OLANDA ASSEN ROUND #18 - GAME, SET, MATCH!

Scritto da  redazione MxRomagna
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Antonio Cairoli conquista il nono titolo iridato con un GP di anticipo. Pauls Jonass non è campione, ma manca poco.


Mancava solo la matematica, per decretare il nono successo iridato di Tony Cairoli nel mondiale motocross e dopo la prima manche, disputata sul tracciato artificiale ricavato all’interno del TT Circuit di Assen, in Olanda, i numeri hanno espresso il verdetto finale.

TC222 è campione del mondo per la nona volta. Fallito il “match point” americano della settimana scorsa, (a metà della seconda manche Tony era virtualmente campione ma ha commesso un piccolo errore scivolando a terra e di conseguenza ha rimandato la festa), questa volta niente ha impedito al siciliano di mettere in bacheca la nona corona iridata dopo i titoli conquistati in MX2 (2005 e 2007 in sella alla Yamaha YZF250) e quelli conquistati in MX1 (2010 -2011 – 2012 – 2013) e a quello della MXGP (2014), tutti in sella alla KTM.

Anche se mancavano soltanto 4 punti per la matematica certezza del titolo, la prima manche olandese ha dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, che TC222 è il pilota che più di ogni altro in questa stagione ha meritato il titolo. Scattato al comando del gruppo ha dato subito una sferzata al ritmo di gara facendo segnare il giro veloce al primo passaggio e facendo soprattutto capire agli avversari che, (come si dice dalle parti di Roma, sede del Team De Carli) “non c’era trippa per gatti”. E infatti, nel corso della gara, soltanto un “gatto” è riuscito a ritornare sotto al siciliano, Jeffrey Herlings. L’olandese, che per la seconda volta dopo Valkenswaard si è trovato a correre di fronte al pubblico di casa, ha voluto a tutti i costi la vittoria di manche, andando a recuperare terreno su Cairoli che, intelligentemente, non ha raccolto la “provocazione” e lo ha lasciato sfilare al comando delle operazioni. Per tutto il resto del tempo, Cairoli ha seguito il “galletto olandese” a distanza di sicurezza evitando la sabbia alzata dal compagno di marca e soprattutto la sfida. Ma chi conosce bene Cairoli sa che all’interno del suo vocabolario, la parola “sconfitta” non è stata stampata e con un fare felino e felpato ha cercato di beffare l’avversario proprio sul finire di manche.

Al cartello dei due giri alla fine, Tony ha iniziato il forcing finale ma, causa qualche doppiaggio complicato e l’inevitabile reazione di Herlings che ha ripreso il gas in mano, non è riuscito nel completare “l’impresa nell’impresa” che avrebbe fatto da contorno speciale per quella che è stata la nona volta che ha tagliato il traguardo di una manche, fregiandosi del titolo di campione del mondo.

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Dopo due stagioni segnate da “piccoli” ma determinanti infortuni, che avevano fatto pensare (e anche dire) ai più critici e detrattori del “Tonino nazionale”, che la sua fase calante era iniziata, il risultato ottenuto in Olanda è stato il migliore medicinale per mettere a tacere e in letargo, almeno fino al primo GP del prossimo anno, tutti, nessuno escluso.

Per arrivare alla vittoria, Tony ha fatto segnare un ruolini di marcia e una regolarità di piazzamenti impressionante (il settimo posto assoluto della Svezia è stato il suo “peggiore” risultato di questa stagione) segnato da 9 vittorie di manche, 6 GP conquistati, 14 volte a podio, 15 hole shot e per 6 volte vincitore della qualifica, facendo registrare altrettante pole position: questi i numeri del 2017 di Cairoli.

 

La seconda manche di Assen è stata una pura formalità anche se l’impressione è stata quella di un Cairoli volenteroso a contrastare Herlings, ma anche a causa di una non felicissima partenza le sue velleità di vittoria si sono subito affievolite e il conseguente calo di concentrazione lo ha anche portato all’errore (scivolata) che gli ha fatto perdere posizioni e il secondo gradino del podio di giornata (quarto a fine GP). Ma quella che è stata la cronaca della gara è già praticamente “in archivio” mentre, la nona vittoria di Tony Cairoli è nella storia.

Il record assoluto di “Mr. 10 titoli” Stefan Everts, è ormai a un passo e siamo sicuri che durante l’inverno, Tony metterà in cantiere il progetto di avvicinamento a quell’obiettivo mai dichiarato ma sempre tenuto sott’occhio. Non ci resta che attendere l’inizio del campionato 2018 sperando che il numero dei titoli di Tony passi in “doppia cifra”.

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Nella MX2 invece, bisognerà attendere l’ultimo GP stagionale (settimana prossima in Francia) per conoscere il nome del campione del mondo 2017. Anche per Pauls Jonass si è trattato di un primo “match point” fallito ma tra lui e la corona iridata rimangono soltanto 9 punti da conquistare in due manche. Un vantaggio molto più che rassicurante per il pilota lettone (+41 su Seewer) ma che lo terrà sotto pressione per l’intera settimana. Una pressione che in Olanda ha infastidito parecchio la prima guida KTM che, per sua stessa ammissione a fine gara, non è riuscito a guidare come suo solito commettendo errori banali ma significanti che nella seconda manche lo hanno relegato al settimo posto dopo la splendida vittoria di gara 1.

Vittoria assoluta che invece è andata nelle mani del giovanissimo spagnolo Jorge Prado che con il passare del tempo ha dato ragione ai vertici del Motorsport KTM che lo avevano promosso a “titolare” nonostante la giovane età. Lo spagnolo ha commesso qualche errore di gioventù nel corso della stagione ma le tre vittorie di GP (Italia, Belgio, Olanda) lo hanno ampiamente ripagato considerando anche il fatto che per lui si è trattato della prima stagione effettiva nel mondiale motocross della classe minore. Con Jonass “quasi campione” e Prado sempre pronto a dimostrare una grande crescita, il futuro della squadra KTM Factory MX2 è di certo in buone.. “manette”.

 

Apriamo un capitolo per i piloti italiani presenti a Assen. Nella MXGP, buona performance di Alessandro Lupino che, in gara 2, dopo una scelta discutibile della posizione di partenza fatta nella prima manche (sedicesimo), è scattato al secondo posto dietro Nagl reggendo il ritmo della top ten fino a dopo metà gara e su un terreno che non è proprio la sua “prima scelta”. In odore di rinnovo di contratto (o di cambiare squadra?) il “Lupo” sta facendo un finale di stagione ottimo in mezzo a quelli che sono piloti ufficiali e che soprattutto vengono considerati ad un livello molto più alto. Bene cosi.

 

Nella MX2, siamo invece appesi al solito filo di speranza che mai ci fa smettere di pensare che il “nuovo Cairoli” possa, prima o poi, fare capolino. Assente Michele Cervellin per le conseguenze della caduta nel GP della settimana scorsa in America, Morgan Lesiardo ha conquistato 3 punti nella prima manche mentre Giuseppe Tropepe ha chiuso a quota “zero”.

Considerando anche Ivo Monticelli (assente da 5 GP per infortunio) e Samuele Bernardini (per lui 10 gare di stop per un infortunio) la bandiera tricolore sembra perdere tonalità dato il lungo tempo che è rimasta chiusa nel cassetto (ultima apparizione in Indonesia, vittoria della seconda manche e secondo posto di giornata per Bernardini). Il futuro, per quanto riguarda i nostri giovani non sembra roseo (per il momento) e, anche se la nostra speranza è quella di sbagliare clamorosamente, anche per la prossima stagione partiremo senza i favori del pronostico.

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Domenica a Villars Sous Ecot l’epilogo della stagione iridata 2017. Poi, tutti in Inghilterra al MXoN, a tifare Italia.

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